The Sublime: A new approach to study it (ENG/ITA)

Dear All,

I’ve been invited to have a keynote speech at a beautiful workshop in Paris, at the Insitut Nicod, among the first that combine psychology and philosophy on the topic of the Sublime. Organizers (Margherita Arcangeli (Humboldt University of Berlin), Jérôme Dokic (EHESS, Institut Jean-Nicod), Marco Sperduti (Université Paris Descartes) were top level researchers in the field of the Sublime and…. invited speaker are all famous and researchers in the field.

P.S. Superorganization!!!

Here’s the list:
Thursday 27th September

09:30 – 10:00 Introduction by Margherita Arcangeli (HU), Jérôme Dokic (EHESS-IJN) & Marco Sperduti (P5)

10:00 – 11:20 Tom Cochrane (Flinders University) “Analogical cognition in the sublime”

11:20 – 12:40 Jean-Marie Schaeffer (EHESS-CRAL) “From Burke to Kant : What sublime ?”

14:40 – 16:00 Alice Chirico (Università Cattolica di Milano) “Designing sublime experiences is possible : bridging philosophy and psychology”

16:00 – 17:20 Michelle Lani Shiota (Arizona State University) “Why We Need Awe : An Evolutionary Perspective”

Friday 28th September

10:00 – 11:20 Sandra Shapshay (Indiana University) “Are Monuments Sublime ?”

11:20 – 12:40 Matthew Pelowski (Universität Wien) “Quantifying the If, the What, and the When of the sublime : results from a large-scale survey of individuals’ personal sublime experiences”

14:40 – 16:00 Maddalena Mazzocut-Mis (Università degli Studi di Milano) “The pleasure of weeping”

16:00 – 17:20 Jesse Prinz (CUNY) “Wonder, Beauty, and the Sublime”

 

Just to let you know this…that two of them have their own page on Wikipedia…guess who! All amazing people!

 

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From Pseudo-Longinus to date, the Sublime has donned several guises: an emotion, a paradox…an experience.

And now….we are still struggling to understand what the Sublime is.

Crucially, why should be put so much effort in understanding it? Because the Sublime could be a fertile moment to make our schema, our certainties sway…to make us prepare to change…to see after our perceptual boundaries, our accustomed constraints, our usual way of thinking, perceiving, interpreting the surrounding world..

The “big” Sublime shakes people deeply by showing the infinitum through the finitum (as my supervisor said). The Sublime makes us transcend ourselves towards what’s beyond the physical and perceptual world..

When we are immersed in our daily routine and everything seems to overwhelm us because every single event cries for our attention, all things looks important the same way, the same level…we feel the need to hurry up!!!!

We are in the middle and everything depends on us.

You know what? It is the opposite.

We put everything as a priority and we let everything be dependent on us, requiring all our attention and strengths to be done.

The Sublime is like the old man who moves your face looking at a small crowded city in a bottle as if it was the entire world, back to the stars and to the endless sky. This old man reminds us of our place in the Universe.

It is too complicated for our poor brains to accept and grasp it entirely and constantly, this is why we pay more attention on smaller things…manageable things…daily business.

BTW, how to study such complex “experience” (my choice to define it like an experience and not as an emotion or an “event” or as a subject’s “response”)?

My proposal is as follows…and it was also the title of my presentation at the workshop:

I really believe that philosophy (the biggest expert in this field) should collaborate with psychology and neuroscience (the methodologically most advanced discipline) with the help of emerging technologies (offering new opportunities of manipulation and design of experiences) to bring forth a new science of the Sublime.

 

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Crucially, if we start from the theory of Vladimir .I. Konecni on the Aesthetic Awe should be considered as the the primordial and prototypic human responses to the sublime in-context stimuli (Konecni, 2005), what I propose is that not only Aesthetic Awe and the Sublime are related, but that..

Awe and the Sublime itself are related if not totally overlapped…

The Sublime today

The question is whether the sublime is only a matter of aesthetic stimuli…maybe it is not…so it’s awe…Open question!

The priest today during the mass quoted Jim Morrison, and I believe that that was also a good claim to pursue the Sublime in our life

“Not to be satisfied you with the horizon…it looks for the endless one”

And you, do you live the Sublime in your life?

ITA

Cari,

mi hanno chiamata come Keynote speaker a questo meraviglioso workshop Sul Sublime a Parigi, presso l’Istituto di studi superiori Nicod. Questo workshop si configura come una delle prime iniziative in grado di combinare psicologia e filosofia per lo studio del sublime. Gli organizzatori (Margherita Arcangeli (Humboldt University of Berlin), Jérôme Dokic (EHESS, Institut Jean-Nicod), Marco Sperduti (Université Paris Descartes) erano ricercatori davvero top level e il resto degli speaker non erano sicuramente da meno…ricercatori di fama internazionale sul tema.

Mia nonna direbbe “Un sacco di teste che speriamo combinino qualcosa di buono”.

Avrebbe anche ragione visto che di lavoro da fare sul Sublime ce n’è davvero parecchio.

P.S. l’organizzazione è stata magnifica e ha creato quell’atmosfera che serve per favorire conoscenza e collaborazioni!!!

Andiamo a conoscere queste persone!
Giovedì 27 Settembre

09:30 – 10:00 Introduction by Margherita Arcangeli (HU), Jérôme Dokic (EHESS-IJN) & Marco Sperduti (P5)

10:00 – 11:20 Tom Cochrane (Flinders University) “Analogical cognition in the sublime”

11:20 – 12:40 Jean-Marie Schaeffer (EHESS-CRAL) “From Burke to Kant : What sublime ?”

14:40 – 16:00 Alice Chirico (Università Cattolica di Milano) “Designing sublime experiences is possible : bridging philosophy and psychology”

16:00 – 17:20 Michelle Lani Shiota (Arizona State University) “Why We Need Awe : An Evolutionary Perspective”

Venerdì 28 Settembre

10:00 – 11:20 Sandra Shapshay (Indiana University) “Are Monuments Sublime ?”

11:20 – 12:40 Matthew Pelowski (Universität Wien) “Quantifying the If, the What, and the When of the sublime : results from a large-scale survey of individuals’ personal sublime experiences”

14:40 – 16:00 Maddalena Mazzocut-Mis (Università degli Studi di Milano) “The pleasure of weeping”

16:00 – 17:20 Jesse Prinz (CUNY) “Wonder, Beauty, and the Sublime”

Solo per darvi un’idea…almeno a due di loro Wikipedia ha dedicato una pagina. Ed eccoci sotto! Meravigliosi!

 

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Da Longino ad oggi, il Sublime ha vestito diverse spoglie. E’ stato considerato un’emozione, uno stimolo, una riposta ed infine (quello che sostengo io), un’esperienza.

Continuiamo, tuttavia, a faticare a comprendere cosa sia davvero il Sublime.

La domanda sorge quasi spontanea: perché dovremmo sforzarci tanto di comprendere cosa sia il Sublime?

La risposta è nella sua natura  e nell’impatto che ha sulla vita delle persone. Il Sublime è come un terreno fertile per scuotere i nostri schemi precostituiti, le nostre certezze, per prepararci a cambiare in modo che possiamo vedere oltre i limiti sensoriali della nostra quotidianità, oltre il nostro modo consueto di pensare di percepire di interpretare il mondo….

Oltre, verso dove?

Il Sublime, quello davvero grande, scuote le persone profondamente perché mostra ciò che è infinito attraverso la nostra finitezza in esso (come dice il mio supervisore). Il Sublime ci permette di trascendere noi stessi e andare oltre i limiti fisici e sensoriali per comprendere che c’è qualcosa che non possiamo davvero comprendere.

Quando siamo tanto immersi nella nostra routine quotidiana e sembra che ogni cosa sia estremamente importante e richieda la massima attenzione dea parte nostra in quanto dipende solo da noi…il Sublime ci riporta al nostro posto..non negli affari quotidiani ma nella logica dell’universo, della natura, del mondo.

Il Sublime è come fosse un vecchio saggio uomo in grado di prendere la nostra faccia così concentrata a guardare il paesaggio caotico rappresentato in una bolla di vetro, e orientarla verso le stelle e il cielo infinito…

E’ davvero troppo complicato per le nostre povere menti accettare e cogliere davvero quotidianamente questa complessità. E’ molto più semplice pensare che le piccole cose siano tutto. Non serve porsi altre domande. Tutto è potenzialmente controllabile.

Tuttavia, come possiamo studiare in modo efficace quest’esperienza così complessa?

La mia proposta è integrare tre scienze, ed è anche quella che ho presentato al workshop:

Io ipotizzo davvero che la Filosofia (la disciplina con maggiore esperienza in questo campo) dovrebbe collaborare con la psicologia e le neuroscienze (le discipline con la metodologia sperimentale più avanzata) con l’aiuto delle tecnologie emergenti (che offrono opportunità inedite di manipolazione e design delle esperienze) per dare la luce ad una nuova scienza empirica del Sublime.

 

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Sopratutto, se ci basiamo sulla teoria di Vladimir .I. Konecni che concepisce  all’ Aesthetic Awe come risposta primordiale e prototipica degli esseri umani nei confronti del Sublime (Konecni, 2005), ritengo sia possibile fare un passo in avanti ed affermare che non vi è solo un legame tra Awe estetico e Sublime ma che i due fenomeni intratterrebbero una relazione più forte in grado di includere anche aree di sovrapposizione ampie..

 

The Sublime today

La domanda diverrebbe quindi se il Sublime sia solo legato al mondo dell’estetica oppure no….Domanda senza risposta..

Oggi a messa, il prete ha citato Jim Morrison per spiegare ai parrocchiani cosa significhi trascendere il sensibile verso l’infinito…cosa significhi provare il Sublime verso Dio..

Un ottimo motto per tutti noi penso..

“Non accontentarti dell’orizzonte….cerca l’infinito”

E voi? Provate mai il Sublime nella vostra vita?