Il desiderio di fare scienza può essere ispirato dalle nostre emozioni?
Molti ricercatori hanno risposto e rispondono tutt’ora che non solo è possibile ma in effetti è proprio così…(Hicks & Stewart, 2020), soprattutto se sono coinvolte emozioni epistemiche (Morton, 2010).
E che cosa sono le emozioni epistemiche?
La mia emozione epistemica preferita è “la curiosità” che è una di quelle ad entrare in gioco maggiormente quando impariamo (Valdesolo et al., 2016). La curiosità implica una violazione delle aspettative che abbiamo su un determinato evento per noi saliente. Da qui, deriva la necessità di ottenere maggiori informazioni su tale evento per approdare a una spiegazione plausibile.
Per esempio, vi suggerisco di seguire Barbascura X su Youtube: il suo format si basa sulla violazione delle aspettative, ossia degli schemi che usiamo abitualmente per interpretare e affrontare le questioni scientifiche…tipo?
Vi piacciono i panda? A chi non piacciono i panda???
Tuttavia, non si tratta di animali così soffici, teneri e meravigliosi come potremmo pensare. Sono invece sporchi, leggermente stupidi e decisamente disgustosi…vi piacciono ancora? Forse, ora, vi verrà voglia di cercare maggiori informazioni su questo argomento…è così che funziona la curiosità!
Guarda questo video per farti un’idea:
Curiosità: lo sai che possiamo vivere l’emozione della “curiosità” anche nei confronti di noi stessi? Possiamo essere curiosi in merito a come siamo ed è anche possibile misurare questo livello di curiosità con la “scala di curiosità personale” (Aschieri & Durosini, 2015). È un aspetto chiave del nostro benessere e della nostra salute (Kashdan, Rose, & Fincham, 2004).
Link alla scala della curiosità personale: https://www.tpmap.org/wp-content/uploads/2015/11/22.3.2.pdf
Non è finita qui..
Esistono molte altre emozioni epistemiche. Per esempio, vi consiglio di leggere alcuni studi sulla “confusione”, una delle emozioni epistemiche che sono state indagate meno (Vogl et al., 2020) eppur più..interessanti. Credo che sia qualcosa che abbiamo sperimentato abbastanza di frequente in questi mesi.
Infatti, la scienza stessa si fonda sull’incertezza che origina la confusione e tenta di risolverla e ricomporla. Questo avviene soprattutto perché sono presenti contemporaneamente molte informazioni diverse e tutte sembrano avere la stessa validità: chi ha ragione sul COVID?? Davvero è così letale? Alcuni scienziati dicono di sì, altri di no..
Cosa facciamo di solito in queste situazioni? Cerchiamo più informazioni, tendiamo ad esplorare di più. Ciò non significa che diventiamo sempre più competenti. Piuttosto, significa semplicemente che siamo inclini a raccogliere molte più informazioni perché ne sentiamo il bisogno. Quel che succede è che, spesso, quando siamo guidati dalla confusione tendiamo anche a considerare attendibili quelle convinzioni e quelle risposte che ci siamo dati noi, senza approfondire e capire, nonostante poi si rivelino scorrette…
Due risvolti della stessa medaglia..
Tutte le emozioni epistemiche comportano una dose di incertezza ma la curiosità e la confusione di solito conducono ad assimilare nuove conoscenze per ridurre l’incertezza che le caratterizza.
Fondamentalmente, le emozioni epistemiche non comportano solo un bisogno più intenso di ricercare e approfondire la conoscenza su uno specifico tema, ma rendono le esperienze che violano gli schemi indimenticabili e più facili da ricordare (Valdesolo, Shtulman & Baron, 2016).
Esiste anche un’altra emozione il cui potere ci spinge oltre al bisogno di far ricerca o di approfondire. È il sublime.
Come ha mostrato un recente lavoro qualitativo di Hicks e Stewart (2020), esistono delle emozioni epistemiche specifiche che si basano sulle nostre certezze per lasciare spazio alla trasformazione e questo è il caso dello stupore (Cuzzolino, 2019). Quando facciamo esperienza di questo senso di sublime è molto probabile che stiamo vivendo un’autentica esperienza di apprendimento trasformativo.
Coloro che sperimentano il sublime, non solo sono più inclini ad approfondire nuove conoscenze, ma sono anche molto più propensi a cambiare le conoscenze che già hanno e a trasformare la loro visione attuale degli altri, del mondo e di sé stessi. Infatti, per poter dare senso a un’esperienza emotiva originale è necessaria un’ulteriore elaborazione e riflessione sulla quest’ultima.
In altre parole. Quale processo dovrebbe verificarsi per far sì che un’esperienza di stupore e meraviglia ci trasformi? La risposta è: riflettere sull’esperienza stessa e attivare processi di creazione di significato.
Come nasce il sublime nella vita degli scienziati?
Cuzzolino (2019) ha condotto delle interviste approfondite a 30 scienziati per valutare la loro esperienza di sublime nella scienza. Volete conoscere i risultati?
- Forse, se avete risposto “si”, non siete dei veri scienziati. In effetti, gli scienziati hanno affermato di sperimentare più stupore durante il processo di ricerca rispetto alla fase dei risultati. “Il viaggio conta più della destinazione”.
- Il sublime come motivazione per fare ricerca, scoprire e sopportare l’incertezza della ricerca.
- Il sublime porta alla condivisione dell’esperienza stessa.
- Il sublime implica l’auto- riflessione (come hanno detto Hicks e Stewart !!!).
Un risultato colpisce più degli altri: “Lo stupore porta a condividere l’esperienza stessa”. Credo che il mio desiderio di condividere con tutti voi i risultati scientifici sia principalmente motivato dalle mie esperienze di stupore nella ricerca e nella vita in generale. Infatti, è difficile differenziare la vita e la ricerca, dal momento che fare ricerca e scienza diventa un vero e proprio atteggiamento, un modo di vivere…
Ho incontrato molti altri colleghi che sono stati indotti a raccontare la scienza agli altri a partire dai momenti di stupore che hanno vissuto sia nella scienza che nella loro esperienza di vita. Ci troviamo nel campo della divulgazione scientifica, un campo nuovo per me e uno vecchio per quelle persone che presenterò di seguito.
Guarda questo ragazzo meraviglioso “Luca Perri”:
https://www.youtube.com/channel/UCyHaMPx0k-TY4gyqmRT23Vg
Ha una capacità unica di gestire questioni delicate come, per esempio, gli errori nella scienza. È un maestro del sublime.
Vuoi saperne di più? Adrian Fartade è la risposta che desiri ma che non ti aspetti di avere. Dai un’occhiata al suo canale: https://www.instagram.com/adrianfartade/?hl=it
Adoro il suo modo di combinare arte, performance, una visione genuina del mondo e un amore autentico per la scienza e la conoscenza in generale.
Infine, guarda anche Matteo Cerri, uno scienziato sorprendente:
Queste persone sono originarie dell’Italia, ma ci sono anche comunicazioni scientifiche internazionali che meritano attenzione e sono molto interessanti da seguire o da contattare! Dai un’occhiata a questa meravigliosa donna Evguenia Alechine: https://travelerscientist.com/ dedita alla sostenibilità.
Ne conosci altri?? Segnalameli qui! Sono sempre curiosa di conoscere nuove realtà!