Being independent in the City of “Independence”. La lezione più importante del giovane ricercatore: essere indipendenti (ENG/ITA)

 

ENG

Dear All,

 The moment has come. The very last day of my stay in Philly, finally, took place.

I just wish to say “thank you” (again) to all the people that I met, to those who I didn’t have the chance to meet in person, to those fare away, but who have always been so close to me.

Research is made of highs and lows. This period has transformed me. After many highs and lows, I don’t think that I will be the same. Overall, I hope that I won’t be. Maybe, I could not be.

The main thing I have discovered about myself was “independence”. I know that I can do things independently. And, I am saying so about every single aspect of my life.

“Independence”, I believe, is not to be “created” ex nihilo, but simply, a matter of “awareness”. I believe that we are all independent – able to take care of ourselves – but, sometimes, and especially in our Italian culture, we strive to achieve the awareness of it. We live as blind men.

You cannot say to have experienced joy if you have not the chance to show yourself how good you are, how well you can do on your own. This is fulfillment for me. I feel that I am on the top of the pyramid of “Happiness“.

 You know why?

Because, feeling independent has made me feel more connected with the rest of the world and with something much bigger than I am. I have a purpose and it is only mine. It is more important than me, and pursing this goal depends on my ability to manage myself.

Philadelphia, Penn University gave me this chance. I hope to deserve to have more. I have earnt that a researcher should be a “man of the world” as well as a man “in” the world. We should always stay in touch with what we study, that is, with people. We should also remember that research is an attitude, more than a job. A researcher should be so everywhere and in every single moment of his/her life.

I left Penn University, Positive Psychology Center, and Philly with these thoughts in mind.

We can be researchers everywhere.

As my wise friend Dandan told me the first day we met, “I think I can survive everywhere”. In that moment, I thought she was naïve or arrogant. Now, I see that she is right.

I wish to all of my colleagues to have an experience like this.

I learnt independence in the city of “independence”. Philadelphia is where the United States of America was born on July 4, 1776 with the adoption of the Declaration of Independence.

I signed mine there.

 Happy mother’s day and happy Sunday!

ITA

Cari,

Il momento alla fine è giunto. Il mio ultimo giorno a Filadelfia è arrivato. Lo sentivo così lontano, ed ora è troppo vicino.

Vorrei dire (nuovamente) grazie a tutte le persone che ho incontrato, a coloro che non ho avuto l’opportunità di incontrare di persona, a quelli lontani ma che mi sono sempre stati così vicino.

Questo periodo mi ha cambiato molto. Dopo tutti questi alti e bassi, non penso che sarò mai più la stessa persona. In generale, spero di non esserlo più. Forse, non potrò più esserlo.

La cosa più importante che ho appreso, e che mi riguarda, è il concetto di “indipendenza”. So che posso agire con autonomia. Questo vale per ogni aspetto della mia vita.

L’ “indipendenza”, credo, non sia da “creare” ex nihilo, ma sia semplicemente una questione di “consapevolezza”. Credo che tutte le persone siano davvero indipendenti – ovvero in grado di prendersi cura di se stesse – tuttavia, soprattutto a causa della cultura in cui viviamo, facciamo fatica ad averne piena coscienza.  Viviamo come ciechi. Vediamo ma non lo sappiamo.

Ho iniziato a “vedere” quando ho capito che derivavo una gioia immensa e indescrivibile nel dimostrare a me stessa che potevo farcela da sola…e farlo molto bene. Questa è la vera pienezza della vita. Almeno, secondo me. Ora sento di essere in cima alla piramide della “Felicità”.

Sapete perchè?

Per il paradosso dell’indipendenza. Essere indipendente mi ha fatto sentire parte integrante del resto del mondo e di qualcosa molto più grande di me. Ho uno scopo, ed è mio. È molto più importante di me. La ciliegina è che perseguire tale obiettivo dipende dalla mia abilità di gestirmi e di auto-indirizzarmi. Questa è la spinta migliore per continuare a farlo.

Filadelfia, la Penn University, il Positive Psychology Center mi hanno offerto questa opportunità. Così io ho finalmente capito che un ricercatore dovrebbe essere sia un uomo “del mondo” sia un uomo “nel mondo”. Dovremmo sempre stare in contatto con quello che studiamo, con le persone. Dovremmo anche ricordarci che fare ricerca è un atteggiamento più che un lavoro. Un ricercatore dovrebbe essere tale ovunque ed in ogni momento della sua vita.

Mi ricordo una conversazione con Silvia Serino mentre salivamo a Piancavallo durante il mio tirocinio. Lei vedeva il mondo con delle lenti che io desideravo disperatamente avere. Me le prestava durante le nostre conversazioni e facevamo ipotesi sul mio futuro progetto di dottorato. Io le proponevo una domanda di ricerca, a partire dalla mia esperienza quotidiana, e lei mi chiedeva di riformularla in modo da immaginarmi già le ipotesi e l’esperimento a seguire. Mi ricordo che ogni questione che mi sembrava inarrivabile, era, in realtà, indagabile scientificamente.

L’uomo cieco a volte deve solo cambiare paio d’occhiali per vedere una luce..

Lascio la Penn University e il Positive Psychology Center con tutti questi pensieri che mi frullano nella testa e con uno in particolare: possiamo essere ricercatori ovunque.

Come mi ha confidato una volta la mia saggia amica cinese Dandan, “Penso di poter sopravvivere ovunque, arrivata a questo punto”. In quel momento ho pensato che fosse ingenua o semplicemente arrogante.

Ora so che aveva ragione. Semplicemente, ci era già arrivata.

Auguro a tutti i miei colleghi – soprattutto dottorandi – di avere un’esperienza come questa: di vedere.

Ho imparato l’indipendenza nella città dell’indipendenza. Che sia un caso? Nel 1776, il 4 luglio, l’America firmava la sua Dichiarazione di Indipendenza proprio a Filadelfia.

Oggi, qui, anche io ho firmato la mia.

AH! Per non scordarci!! Felice festa della mamma a tutti! (soprattutto perché lei è la prima persona da cui dovremmo imparare ad essere indipendenti)